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Itinerari stradali in Sicilia lontano dall'autostrada: sorprese a ogni deviazione

Gianluca Montesidi Gianluca Montesi· 06/09/2026 15:49
Itinerari stradali in Sicilia lontano dall'autostrada: sorprese a ogni deviazione

C'è una Sicilia che si scopre a bassa velocità, al ritmo delle curve e degli odori di campagna. È la Sicilia delle statali alberate, delle provinciali che sfiorano pascoli e muretti a secco, dei bar di piazza dove il tempo sembra restare in sospeso. In sella alla mia moto ho imparato che, lontano dall'autostrada, ogni deviazione può diventare una storia da ricordare.

Qual è il percorso on the road più bello in Sicilia lontano dall’autostrada?

L’anello Etna–Nebrodi–Madonie è il giro più completo per chi vuole panorami, borghi e curve senza pedaggi. Si percorrono strade secondarie che abbracciano il vulcano, attraversano boschi e scendono verso il Tirreno, con soste in paesi autentici. È un itinerario vario, gestibile in cinque-sette giorni.

Parto da Catania e salgo lungo la Mareneve (SP59) fino a Linguaglossa: tra muretti lavici e pinete l’Etna riempie l’orizzonte. Proseguo sulla SS120, detta “dei Nebrodi”, fino a Randazzo e poi verso Cesaro: qui l’asfalto intreccia pascoli e faggete, la luce cambia di ora in ora. Taglio verso Petralia Sottana e Gangi per entrare nelle Madonie, dove le strade comunali regalano scorci continui fino a Castelbuono e Cefalù.

Chi ha tempo può estendere l’anello toccando Polizzi Generosa e le curve tra Isnello e Collesano. Il rientro verso l’interno, costeggiando l’Alcantara e i suoi basalti, è una coda perfetta. In ogni tappa consiglio una passeggiata lenta nel centro storico e un assaggio di specialità locali: granita alle mandorle in collina, carne dei Nebrodi, manna nelle Madonie.

Come evitare il traffico e trovare strade panoramiche davvero libere?

Parti all’alba e punta alle provinciali con pendenza dolce: il traffico cala, i panorami crescono. Evita le località di mare nel weekend e prediligi l’interno nei mesi caldi. Le statali storiche e alcune SP ben tenute sono il segreto per guidare sereni.

Tra le direttrici più piacevoli segnalo la SP89 da Chiaramonte Gulfi a Ragusa, che solca altipiani profumati di macchia, e la SP19 intorno a Pachino e Marzamemi, da fare in giorni feriali e fuori stagione. In area etnea, oltre alla Mareneve, le deviazioni tra Zafferana e Milo regalano scorci continui su vigneti e colate laviche.

Per ispirazioni oltre regione, una guida alle strade panoramiche poco note in Italia aiuta a leggere la cartografia con occhi nuovi e a riconoscere i pattern che rendono una strada godibile: curve ampie, dislivello progressivo, servizi nei borghi a breve distanza.

Da ex partecipante a raduni su due ruote, ho imparato a fidarmi dei baristi di paese: conoscono frane, lavori e fonti d’acqua. Portati dietro contante per i distributori automatici nei paesi più piccoli e un minimo d’attrezzi: la libertà sta anche nell’essere autosufficienti.

Quali tappe consigli per cultura e natura senza pedaggi?

Ragusa Ibla, Scicli e Noto sono soste d’obbligo per chi cerca barocco e vicoli, con accessi gratuiti o a basso costo. Pantalica e le Gole dell’Alcantara aggiungono natura spettacolare a pochi chilometri da strade scorrevoli. Il mix perfetto è alternare borghi a riserve e canyon.

Nella Sicilia sudorientale, l’anello Ibla–Modica–Scicli permette di camminare tra palazzi e chiese che fanno parte del Patrimonio dell'umanità. A Noto, consiglio di parcheggiare fuori dal centro e salire a piedi: il corso principale svela prospettive che guidando non si colgono. Se ami i paesaggi rurali, devia verso la Cava d’Ispica: la provinciale sfiora ulivi, cave e muretti.

Più a nord, le Madonie offrono strade che attraversano faggi e sugherete con punti panoramici naturali. A Castelbuono, una sosta per il panettone artigianale fuori stagione è un rito. Sui Nebrodi, un pastore mi ha indicato una stradina bianca verso un belvedere: a volte sono gli incontri a cambiare l’itinerario meglio di qualsiasi mappa.

È sicuro guidare fuori autostrada? Quali regole pratiche seguire?

Sì, con buonsenso e pianificazione. Mantieni margine in frenata, attenzione agli animali e controlla il meteo. Porta sempre acqua, verifica il carburante e scarica le mappe offline.

Le provinciali possono presentare brevi tratti sconnessi o ghiaia in curva: guida rotonda, senza tagli. Dopo temporali, informati su eventuali smottamenti e consulta gli avvisi della Protezione civile regionale. In estate, il caldo è un fattore: programmo soste all’ombra ogni 60–90 minuti e indosso abbigliamento tecnico ventilato anche in città.

Per l’auto elettrica, mappa in anticipo le colonnine: i capoluoghi e alcune località turistiche sono ben serviti, l’interno richiede più attenzione. In moto, controllo catena e pressione gomme ogni due giorni: sulle discese delle Madonie un set-up corretto fa la differenza tra guidare bene e stancarsi.

Quando andare e quanti giorni servono per gustarsi il viaggio?

Primavera e inizio autunno sono i periodi ideali per temperature, luce e traffico ridotto. Bastano cinque giorni per un assaggio, ma con sette-dieci puoi unire Etna, Nebrodi, Madonie e sudest barocco. L’inverno regala strade vuote e cieli tersi nelle ore centrali.

Ad aprile trovi campi verdi e fiori, con curve pulite e panorami profondi. A ottobre l’aria è ferma e i colori sono saturi: perfetto per fotografia e soste lunghe. In estate, spezza la giornata: guida presto al mattino, visita borghi all’ombra e riparti verso il tardo pomeriggio.

Quanto costa e come risparmiare tra benzina, cibo e pernotti?

Con strade secondarie il consumo sale leggermente, ma niente pedaggi compensa. Pernotta nei borghi: prezzi più bassi e parcheggio semplice. Mangia nei bar di piazza e nei caseifici: qualità alta, spesa contenuta.

Un itinerario di sette giorni in moto, tra 900 e 1200 km, può costare tra carburante e cibo 350–500 euro a persona, variando su stagione e stile. Gli agriturismi interni offrono camere tra 35 e 70 euro a notte, spesso con colazione e garage. Porta con te una borraccia: nelle fontane di paese trovi acqua fresca e riduci acquisti superflui.

Si può combinare con tratti in bici o cammini lenti?

Sì, molte aree interne hanno pendenze dolci e strade poco trafficate ideali per brevi uscite in bici. Scarica la bici dall’auto o noleggiala in loco per anelli di 20–40 km tra vigneti e uliveti. Le vie franche dei Monti Iblei e le strade bianche delle Madonie sono perfette per gravel e trekking.

Attorno a Noto e Palazzolo Acreide, i colli offrono circuiti panoramici con dislivelli modesti e caffè strategici nei centri storici. Se cerchi ispirazione fuori regione per valutare difficoltà e ritmo, queste idee per pedalate facili tra colline italiane aiutano a pianificare giornate miste guida–pedalata. L’equilibrio migliore? 150–200 km in moto al giorno, seguiti da 90 minuti di bici o una camminata al tramonto.

Domande rapide

  • Serve prenotare i traghetti? Meglio sì in alta stagione e nei weekend.
  • Le strade sono adatte ai camper? Sì, ma evita i passi più stretti nelle Madonie e verifica le altezze in paese.
  • Si trovano colonnine per auto elettriche? Presenti nei capoluoghi e in alcune località turistiche; pianifica l’interno.
  • Quale moto è più indicata? Qualsiasi, ma una touring o una enduro media perdona l’asfalto variabile.
  • Dove fermarsi al tramonto? Belvedere di Gangi, Mangalavite nei Nebrodi, lungomare di Cefalù fuori stagione.
  • È facile trovare alloggi last minute? Sì nei borghi interni nei feriali; in agosto conviene prenotare.
Gianluca Montesi
Gianluca Montesi

Gianluca ha attraversato l’Italia in moto, collezionando esperienze nei borghi meno noti. Ogni anno partecipa a raduni di appassionati in regioni diverse, raccontando storie di persone incontrate lungo la strada e percorsi panoramici da provare in sella.