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Boom dei viaggi in auto: i 10 itinerari italiani più cercati dell'estate 2026

Claudio Marianidi Claudio Mariani· 08/08/2026 07:35
Boom dei viaggi in auto: i 10 itinerari italiani più cercati dell'estate 2026

Chi parte, dove va, quando conviene, perché proprio ora e con quali accortezze: nelle ultime settimane la voglia di strada ha rimesso l’auto al centro delle vacanze italiane. In redazione abbiamo passato al setaccio i trend di ricerca e i segnali dal mercato dei viaggi per offrire una mappa ragionata dei 10 itinerari più cercati dell’estate, con dritte pratiche per chi vuole partire domattina e tornare con una storia da raccontare.

Perché l’auto torna regina dell’estate

Flessibilità negli orari, controllo del budget e la possibilità di caricare attrezzatura outdoor e specialità locali: sono questi i driver che spingono verso il road trip. La filiera ha risposto con tariffe dinamiche sul noleggio, reti di ricarica più diffuse per chi guida elettrico e parcheggi prenotabili in molte località balneari e d’arte. «La richiesta si concentra su tratte panoramiche con soste brevi e tappe gourmet», conferma una travel analyst del settore.

Chi viaggia con bambini o con il cane apprezza l’auto per la gestione dei tempi. Cresce anche l’attenzione alla guida consapevole: dal cruise control adattivo all’ecodriving, fino alla scelta di itinerari che riducono le soste in coda. Il tema si inserisce nel perimetro della Mobilità sostenibile, con tendenze come il mix tra traghetti, navette locali e percorsi a piedi per alleggerire i centri più fragili.

Come abbiamo costruito questa top 10

La classifica nasce da un’analisi redazionale su query ricorrenti degli ultimi mesi, richieste dei lettori, osservazione dei comportamenti di community di viaggio e confronto con operatori locali. Non è una fotografia statistica, ma un termometro affidabile di interesse reale: itinerari cercati, salvati e discussi nelle conversazioni pre-partenza.

I 10 itinerari più cercati dell’estate

1) Amalfitana slow drive (Campania)

La SS163 resta la regina. L’approccio vincente è modulare: base a Sorrento o Vietri, finestre orarie fuori punta, sosta in quota a Ravello e spostamenti locali con scooter o navetta. Occhio alle ZTL e ai parcheggi: prenotare è ormai prassi. Serata a Praiano per mare calmo e rientro con luce dorata sulle falesie.

2) Sicilia orientale barocca (Catania–Siracusa–Noto)

L’asse tra SS114 e SS115 concentra mare, siti archeologici e centri UNESCO. Siracusa-Ortigia all’alba, granita a Brucoli, Noto e le cave del territorio per una passeggiata all’ombra, poi cala serale a Marzamemi. Lo street food fa da metronomo al viaggio: arancini e scacce tengono alto il morale del copilota.

3) Orientale Sarda, l’assolo della SS125

Dalla Baronia a Baunei la Orientale Sarda è un nastro continuo di curve panoramiche. Base a Orosei o Santa Maria Navarrese, trekking light verso le cale più iconiche, tappa ai nuraghi dell’entroterra per spezzare il ritmo. In alta stagione, prenotazioni per spiagge contingentate consigliate e serbatoio sempre oltre metà.

4) Grande Strada delle Dolomiti, il circuito dei passi

Tra Cortina, Pordoi e Sella la SR48 è un manuale di tornanti. Soste fotografiche mai in corsia: solo piazzole. Alba ai laghi di montagna e tramonto sulle pareti che arrossano. Qui parlo per esperienza: un mese in tenda con la mia famiglia tra fienili e borghi dell’Agordino mi ha insegnato che la luce cambia il viaggio più di qualsiasi navigatore.

5) Langhe e Roero, curve da degustazione

Tra La Morra, Barolo e Neive, strade provinciali morbide e filari a perdita d’occhio. Degustazioni su prenotazione per evitare corse, pranzo leggero e guida difensiva. Belvedere al tramonto e trattorie che puntano su piatti di tradizione: la sosta qui è parte integrante dell’itinerario, non un intermezzo.

6) Val d’Orcia e Crete Senesi, iconografia d’asfalto

Sulla Cassia e sulle strade bianche autorizzate, l’imperativo è rallentare. Bagno Vignoni per la sosta termale, Vitaleta e i cipressi come quinte sceniche, Pienza per rifornire il bagagliaio di pecorini. Traffico gestibile al mattino presto; ZTL nei borghi storici da rispettare senza eccezioni.

7) Puglia adriatica, scogliere e borghi bianchi

La SS16 cuce Bari, Polignano, Monopoli e più giù Ostuni e Otranto. Mix equilibrato tra calette e centri storici, con masserie per la notte e ristoranti di pesce a chilometro zero. Parcheggi stagionali e navette verso le spiagge di punta riducono lo stress alla guida.

8) Riviera di Romagna e Delta del Po, natura in prima fila

Tra Ravenna e Comacchio il ritmo cambia: saline, canali e pinete invitano a fermarsi. Birdwatching e percorsi ciclabili affiancano il road trip, con deviazioni nei valli per fotografare i fenicotteri. L’auto qui è un mezzo, non il fine; i tempi li decide il paesaggio.

9) Val Trebbia, l’Appennino che non ti aspetti

Dalla pianura verso Bobbio la SP45 è una scoperta continua: fiume balneabile, borghi di pietra, trattorie fuori catalogo. Meglio viaggiare leggeri: telo, scarpe da scoglio e rispetto per le aree di sosta. Curve ampie, traffico mai ansiogeno e soste con vista.

10) Giro del Garda, il classico che non invecchia

Gardesana occidentale tra gallerie e rupi a picco, orientale più scorrevole tra ulivi e castelli. Il vento detta i tempi a vela e kite; a chi guida suggerisce prudenza nelle ore più affollate. La ciclabile sospesa di Limone invita a spezzare il giro: parcheggio, scarpe comode, macchina fotografica pronta.

Consigli operativi prima di partire

Pianificazione a blocchi di 90–120 minuti di guida, poi sosta vera. Scaricare mappe offline, impostare aree di rifornimento o ricarica affidabili e verificare eventuali cantieri sulle arterie principali della Rete autostradale italiana. In città d’arte e borghi piccoli, verificare ZTL e varchi; altrove, attenzione a limitazioni locali e calendari degli eventi.

Per chi viaggia elettrico: pianificare con app aggiornate e prediligere strutture ricettive con colonnine. Per tutti: pressione gomme corretta, kit di emergenza e acqua in abbondanza. In alta stagione, prenotare parcheggi e ristoranti salva tempo e umore.

Quando andare e come evitare le code

Partenze all’alba o nel tardo pomeriggio, pranzi leggeri in orari sfalsati e visite ai centri più noti in giorni feriali. Un trucco semplice: invertire il senso di marcia rispetto ai flussi prevalenti o spezzare l’itinerario con una notte nell’entroterra. L’effetto è immediato sul benessere di bordo e sulla qualità del viaggio.

La bussola resta sempre la stessa: guidare per arrivare meglio, non prima. Le strade italiane sanno ancora sorprendere chi concede loro il passo giusto. E nel bagagliaio, accanto a maschera e scarponi, lasciate spazio a qualche storia: vi tornerà utile alla prima cena con gli amici.

Claudio Mariani
Claudio Mariani

Claudio ha esplorato le Dolomiti in tenda con la famiglia per oltre un mese, raccogliendo itinerari inediti nei piccoli borghi montani. Ama scoprire la cucina tipica direttamente dai produttori locali e raccontare le sue avventure accompagnate da fotografie scattate durante le escursioni.