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Spiagge nudiste italiane poco note: libertà discreta lontana dalla confusione

Paolo Zambianchidi Paolo Zambianchi· 04/09/2026 18:19
Spiagge nudiste italiane poco note: libertà discreta lontana dalla confusione

Da anni navigo fra baie e cale dell’Italia con un vecchio sloop che conosco come le mie tasche. In certi angoli, lontano dagli ombrelloni in fila e dai chioschi rumorosi, ho trovato tratti di costa dove il mare detta tempi più lenti e la libertà si misura in discrezione. Sono punti in cui il naturismo è vissuto senza clamore: pochi sassi caldi, acqua pulita e rispetto reciproco. Qui vi porto, con consigli pratici e qualche storia vera raccolta negli ultimi imbarchi.

Cosa sapere prima di spogliarsi al sole

Il naturismo, in Italia, vive di consuetudini locali e di ordinanze comunali. Non basta una duna solitaria per sentirsi autorizzati: informarsi prima è la regola d’oro. Il quadro culturale di riferimento è quello del Naturismo, mentre per chi arriva dal mare conta anche ciò che rientra nel perimetro del Codice della Navigazione. In sintesi: scegliere luoghi dove la pratica è tollerata o segnalata, tenere un profilo basso, evitare qualsiasi esibizionismo e avere sempre con sé un telo per sedersi.

Mi è capitato di recente, in primavera, di ancorare a poche braccia dalla costa e ricevere da un bagnante a gesti l’invito a spostarmi trenta metri più in là: quell’angolo roccioso era considerato “zona tranquilla”. Ho ringraziato, cambiato punto e tutti hanno continuato a godersi la giornata: basta poco per non disturbare.

  • Toglietevi i vestiti solo dopo aver capito l’atmosfera del luogo: osservate, salutate, chiedete se necessario.
  • Evitate foto e droni: la privacy viene prima di tutto.
  • Portate telo scuro, acqua in abbondanza e calzari da scoglio: molte cale sono pietrose.
  • Se venite in barca, usate cima lunga e grippiale per non arrotondare sull’ancora con i cambi di vento.

Quattro spiagge riservate che conosco bene

Isola d’Elba, Acquarilli (Capoliveri): caletta di ghiaia scura, pendio ripido e accesso a piedi per chi ha passo sicuro. Dalla barca, fondo buono intorno ai 6-8 metri, ma occhio ai venti di scirocco. Qui, specie a inizio stagione, ho trovato un equilibrio naturale fra bagnanti tessili e naturisti. Arrivate presto: il sole scivola via dietro il promontorio nel pomeriggio.

Liguria, Guvano (Vernazza): storica spiaggia di tradizione naturista, l’accesso via terra è compromesso da frane e tratti pericolosi. Negli ultimi anni ci sono entrato solo dal mare, con tender e cima a poppa per tenersi lontani dal risucchio sul ciottolato. Qui la discrezione non è un’opzione, è l’unico modo per convivere con un ambiente delicato e con la sicurezza personale. Se il moto ondoso cresce, rinunciate: non vale la pena rischiare.

Sicilia, Torre Salsa (Siculiana, Agrigento): area naturale con dune e falesie chiare. Lunga camminata, poche strutture e molto spazio. In alcuni tratti più remoti la pratica naturista è una consuetudine rispettosa. Io scelgo giornate con mare calmo e poca tramontana: l’acqua vira a un verde trasparente e la sabbia non vola. Portate tutto con voi e riportate indietro ogni rifiuto: qui il senso del luogo dipende dalla cura di chi passa.

Trieste, Costa dei Barbari: una sequenza di piccole insenature sotto la falesia, raggiungibili scendendo per sentieri e scalette. Zone miste, con spazi tranquilli anche per chi preferisce stare senza costume. L’ultimo luglio un lettore mi ha chiesto se bastano le scarpette: sì, ma aggiungete guantini leggeri per la risalita su corda in un paio di passaggi. E con bora tesa meglio rimandare: il frangente all’imboccatura delle calette è traditore.

Quando andare e come arrivare senza sbagliare

Le cale più discrete rendono al massimo fuori alta stagione: fine maggio, giugno e poi settembre. Al mattino trovate luce radente, poca gente e mare spesso immobile. In tante spiagge il pomeriggio porta termica, onda corta e ombra precoce: io regolo la giornata su questi ritmi, pranzando leggero e bagnandomi prima delle due.

A terra, puntate a parcheggi defilati e camminate il necessario: le mete più tranquille si difendono proprio con gli ultimi cinquecento metri di sentiero. In mare, scegliete fondali sabbiosi liberi da posidonia e verificate il tenitore con retromarcia dolce. Se state pianificando un giro più ampio lungo coste integre, può aiutarvi una guida a litorali poco battuti dove il mare resta incontaminato, utile per incastrare tappe naturiste e soste “tessili” senza strappi.

Alternative d’acqua dolce e baie interne

Non c’è solo mare. Quando il maestrale alza onde corte e il sale pizzica la pelle, mi rifugio in anse riparate o in laghetti d’altura. In alcune gole e spiaggette di lago, lontano dai centri abitati, si ritrovano le stesse regole non scritte: discrezione, silenzio, zero foto. Se vi tenta l’idea, date un’occhiata a posti sicuri per un tuffo in fiumi e laghi italiani poco noti, così da capire dove l’esperienza resta autentica e rispettosa dell’ambiente.

Errori comuni da evitare

  • Confondere solitudine con diritto acquisito: la tolleranza nasce dal rispetto, non dall’isolamento.
  • Arrivare in gruppo rumoroso: meglio piccoli numeri e voce bassa; la convivenza è fragile.
  • Ignorare i segnali del meteo: una brezza può trasformarsi in onda scomoda alle cale esposte.
  • Scambiare le calette protette per set fotografici: la privacy degli altri viene prima dei ricordi social.

Ultime note dal diario di bordo

Ogni tratto di costa ha i suoi codici. In anni di ancoraggi fra l’Elba, la Sicilia e il Golfo di Trieste ho imparato che le spiagge davvero libere sono quelle dove nessuno impone la propria presenza all’altro. Ci si spoglia del superfluo, si accetta l’idea di camminare un po’ di più e si lascia il posto meglio di come lo si è trovato. È un’idea semplice, come il sale sulla pelle al tramonto: bastano poche attenzioni per farla durare.

Paolo Zambianchi
Paolo Zambianchi

Paolo ha trascorso anni su una barca a vela tra le isole dell’Arcipelago Toscano, annotando diari di bordo e consigli nautici per chi cerca avventure tra coste e porticcioli. Oggi ama scoprire villaggi di pescatori e storie autentiche della vita sul mare.