Quali sono i borghi più romantici da scoprire in Italia? Idee perfette per un viaggio di coppia lontano dalla folla

Quando cerco luoghi per due, non inseguo piazze affollate né foto da cartolina a tutti i costi. Vado dove il passo rallenta, dove i porticcioli profumano di salsedine e il rumore più forte è quello di una cima che batte sul boma. Ho passato anni a veleggiare tra le isole toscane e so che l’intimità si trova nei dettagli: una scalinata di pietra, un molo all’ombra, una trattoria che serve il pescato del giorno senza proclami. Qui sotto ho raccolto borghi in cui una coppia può davvero ritrovarsi, lontano dalla folla, con consigli operativi e quel paio di errori da evitare che ho visto fare spesso.
Liguria, vicoli di ardesia
Tellaro è un sussurro di case rosa aggrappate allo scoglio. Arrivate dopo le 18, quando i day-tripper ripartono da Lerici. Dalla scalinata della marina seguite il profumo di mare fino all’Oratorio di Santa Maria in Selàa: la luce radente colora le facciate e, se il mare è calmo, si sente ancora lo sbuffo delle onde in grotta. Senza auto in paese e con autobus frequenti da Lerici, è un approdo semplice e romantico. Io qui prendo sempre una focaccia ripiena e mi siedo sul muretto: pochi minuti, massima resa.
Cervo, più a ponente, è elegante e verticale. La Chiesa dei Corallini domina un dedalo di caruggi che restano silenziosi anche in alta stagione se vi infilate nelle viuzze laterali. Meglio salire a piedi al tramonto dal lato della Via Aurelia vecchia e cercare i belvedere verso Capo Cervo; in due, bastano una panchina e il profilo della costa per sentirsi altrove. Per arrivare, autobus da Diano Marina o Imperia; parcheggi pochi, lasciate l’auto in basso e risalite leggeri.
Isole del Tirreno, quando il vento tace
A Giglio Castello il tempo scandisce ancora le chiavi sulle porte e le chiacchiere tra vicini. Mi è capitato di recente di sbarcare a Giglio Porto con un maestrale che calava, salire con l’autobus fino alle mura e fare il giro dei camminamenti al tramonto: quasi nessuno, solo il canto dei merli e le luci che si accendono su Montecristo. Le mura sono tutelate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, e si vede: pietre vive e viste profonde. Ordinate due calici di Ansonaco nelle cantine del borgo e poi scendete con calma: l’ultimo bus serale evita la corsa all’ultimo minuto.
Carlosforte, nell’Isola di San Pietro, è un villaggio che sa di salsedine e di tonnare. Le case pastello si allineano sul lungomare, ma il vero incanto è nelle stradine dietro la Torre San Vittorio, dove la sera si sente il ritmo delle creuze e la voce del vento tra le persiane. Arrivati col traghetto da Portoscuso o Calasetta, pranzate leggeri (cuscus tabarchino e un bicchiere fresco), riposate, e uscite all’ora blu. In coppia funziona una passeggiata fino alle saline, quando i fenicotteri arrossano lo specchio d’acqua; attenzione al maestrale: se soffia forte, riparatevi tra le vie interne.
Sud lento e lampare
Procida è un’isola che non cerca di piacere: si lascia vivere. Marina Corricella, senza auto, è un anfiteatro di barche e case con scale esterne dove ogni finestra è un quadro. Scendete a piedi da Terra Murata nelle prime ore del mattino o dopo cena; a mezzogiorno è troppo piena e abbagliante. Per due, un tavolino con vista banchina, un piatto di alici e la pazienza di osservare i pescatori che rammendano: è questo il tempo giusto.
Marzamemi racconta di tonnare e di luce radente. Un lettore mi ha chiesto se in agosto, di sera, si riesca a viverla in pace. La risposta è no: meglio maggio-giugno o settembre-inizio ottobre. La piazza Regina Margherita diventa un set, sì, ma uscite dalla scena: prendete il vicolo laterale verso la Balata e fermatevi sul molo a contare le lampare. Prenotate a pranzo, non a cena, e cercate tavoli defilati. Parcheggio? Lontano e con una passeggiata: vi ripagherà in serenità.
Montagne e laghi per chi cerca silenzio
Orta San Giulio è poesia di pietra e acqua. Arrivate all’alba, quando la Salita della Motta è ancora vuota e i rumori sono solo passi su ciottoli. Il battello per l’Isola di San Giulio è un diversivo breve e perfetto per due; sopra il borgo, il Sacro Monte ricorda che certi luoghi sono entrare e uscire dal tempo, ed è parte del patrimonio UNESCO. Con la foschia leggera di primavera o in una giornata tersa d’autunno, l’effetto è da cartolina privata.
Santo Stefano di Sessanio, sull’altopiano abruzzese, è una lezione di sobrietà in pietra chiara. Qui l’aria sa di montagna e legna: le strade sono silenziose e il ritmo lo decide il passo. Da anni consiglio di evitare i weekend d’agosto: meglio ottobre, quando i colori virano e le camere nei piccoli alberghi diffusi si trovano senza rincorsa. Una camminata al tramonto in direzione di Rocca Calascio, con rientro prima del buio, dà a una coppia un orizzonte che non si dimentica.
Consigli pratici per un viaggio di coppia
Ho imparato sul campo che i dettagli contano più della lista dei “posti imperdibili”. Queste sono le mosse che funzionano davvero.
- Scegliete le fasce orarie giuste: alba e tramonto svuotano i borghi e ammorbidiscono la luce.
- Puntate alla spalla di stagione: fine maggio, giugno, settembre e le prime due settimane di ottobre.
- Viaggiate leggeri: bagaglio piccolo, scarpe con suola in gomma per ciottoli e salite.
- Controllate prima i collegamenti: orari di autobus locali e dei traghetti d’isola; salvate le tabelle offline.
- Prenotate alloggio nel cuore del borgo, non fuori: guadagnate almeno un’ora di quiete al giorno.
- Condividete un rituale: un caffè sempre nello stesso bar, un punto panoramico “solo vostro”.
E questi sono gli errori tipici che vedo fare, e che conviene evitare senza esitazioni.
- Arrivare a mezzogiorno in agosto: caldo, folla, nervi tesi. Spostate gli orari.
- Cercare il tavolo “in prima fila” in piazza: spesso turistico e rumoroso; meglio vicoli laterali.
- Ignorare vento e mare: sulle isole verificate previsione e stato del mare, e i possibili stop dei traghetti.
- Sottovalutare i dislivelli: alcuni borghi sono verticali; programmate pause e acqua nello zaino.
- Parcheggiare “a vista”: scegliete aree ufficiali, spesso più lontane ma più tranquille.
La verità è che l’atmosfera non si compra: si prepara. Bastano due scelte nette – tempo lento e luoghi defilati – per trasformare una fuga a due in un ricordo che resta. In Liguria come in Abruzzo, sulle isole o tra i laghi, la chiave è ascoltare il passo del borgo e mettersi al suo ritmo. Il resto, tra una scalinata e un molo, viene da sé.

