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Spiagge raggiungibili solo a piedi in Italia: la fatica che vale ogni passo

Paolo Zambianchidi Paolo Zambianchi· 25/08/2026 17:34
Spiagge raggiungibili solo a piedi in Italia: la fatica che vale ogni passo

Quando racconto ai miei amici che le spiagge più belle d'Italia spesso richiedono una camminata impegnativa per raggiungerle, la prima reazione è sempre la stessa: "Ma perché non ci vai col motorino?". La risposta è semplice e affascinante al tempo stesso. Quelle spiagge rimangono selvagge proprio perché difficili da raggiungere. Anni a navigare tra le isole dell'Arcipelago Toscano mi hanno insegnato che il valore di un luogo è direttamente proporzionale alla fatica necessaria per arrivare. E quando finalmente metti i piedi sulla sabbia, dopo aver sudato per ore tra rocce e sentieri scoscesi, capisci che quella stanchezza è il prezzo più giusto che potessi pagare.

Le cale nascoste della Liguria: dove la strada finisce

In Liguria, tra Portovenere e le Cinque Terre, esistono cale che neanche gli abitanti del posto conoscono bene. Mi è capitato di recente di avventurarmi verso la spiaggia del Nero, nella zona di Riomaggiore, seguendo un sentiero che apparentemente non porta da nessuna parte. Quaranta minuti di salita e discesa tra ulivi selvatici e profumo di mare. Non c'è parcheggio, non c'è bar, non c'è nulla se non scogli levigati dal tempo e acqua trasparente come cristallo.

La fatica ripaga ogni volta che trovo quel luogo praticamente deserto a ferragosto. Ho portato con me anche mio fratello una volta, e mentre ci tuffavamo, lui mi ha confessato: "Non sapevo che potesse ancora esistere un posto così in Italia". Proprio questo è il punto. Queste spiagge resistono perché rimangono sconosciute ai circuiti del turismo di massa.

Il consiglio operativo che do sempre a chi mi chiede è: scaricate mappe offline before you go. I sentieri sono segnati, ma il segnale telefonico spesso arriva e scompare. Portate acqua a sufficienza, calzature da trekking e non sottovalutate il caldo riflesso dagli scogli. Ho visto troppi turisti tornare indietro a metà percorso col sole agostano addosso.

Le spiagge accessibili solo da sentiero nella Campania

La costiera amalfitana nasconde meraviglie che la strada statale non tocca nemmeno. Cala della Gavitella, la spiaggia segreta di Praiano, richiede una discesa di quasi duecento scalini scavati nella roccia. Non è una passeggiata, è un'immersione vera e propria nel paesaggio.

Un lettore mi ha chiesto mesi fa come raggiungere le spiagge più intatte della zona senza finire nei soliti posti affollati. La risposta è sempre una: dovete essere disposti a camminare. La spiaggia della Marinella, tra Praiano e Positano, si raggiunge solo attraverso un sentiero che serpeggia tra limoneti e terrazze coltivate. Non vedrete auto, vedrete solo il mare e il silenzio.

Qui è fondamentale calcolare bene gli orari. Partite al primo mattino, non perché sia più fresco, ma perché arriverete sul posto quando il sole non colpisce ancora direttamente. Nel pomeriggio quella camminata diventa davvero severa. Ho commesso questo errore una sola volta, a giugno, e non l'ho più ripetuto.

La Sardegna autentica: oltre i circuiti turistici

Se pensate che la Sardegna sia tutta Costa Smeralda e spiagge attrezzate, non avete mai sentito parlare di Cala Goloritzé. Nel Golfo di Orosei, questa spiaggia di ciottoli bianchi è raggiungibile solo a piedi o in barca. Dodici chilometri di sentiero attraverso la macchia mediterranea, con dislivelli importanti.

La prima volta che l'ho fatta era con due amici che non avevano esperienza di trekking serio. Loro erano entusiasti, io ero preoccupato. Abbiamo completato il percorso, ma solo perché ci siamo fermati spesso e abbiamo accettato il nostro ritmo. Non è una gara. Nessuno vi sta guardando. La spiaggia vi aspetterà comunque.

Quello che consiglio sempre è di portare bastoni da trekking anche se vi sembra strano in spiaggia. Proteggono le ginocchia in discesa e risparmiano energia in salita. Inoltre, il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e Baunei offre mappe dettagliate e informazioni essenziali: controllate sempre le condizioni meteorologiche prima di partire. Ho visto tempeste improvvise trasformare una camminata piacevole in un'avventura pericolosa.

Gli errori che commettono quasi tutti

In anni di navigazione e camminate costiere, ho notato che la maggior parte dei turisti commette sempre gli stessi sbagli. Il primo è sottovalutare la difficoltà. Leggono "spiaggia raggiungibile a piedi" e pensano a una passeggiata di dieci minuti. Poi si trovano davanti a un sentiero ripido e instabile, e tornano indietro arrabiati.

Il secondo errore è il vestiario inappropriato. Infradito e pantaloncini corti non bastano. Servono scarpe da trekking, una maglietta con protezione UV, cappello. Non è glamour, è buonsenso. Ho visto gente finire al pronto soccorso per colpi di sole o torni infetti dopo aver camminato in infradito su rocce taglienti.

Il terzo è non informarsi sugli orari di partenza e ritorno. Molte di queste spiagge hanno accesso limitato dall'alto mare o da cancelli che chiudono al tramonto. Se siete curiosi di scoprire spiagge poco frequentate in tutta Italia, dovete rispettare i regolamenti locali.

Quando il viaggio diventa esperienza

La verità è che queste spiagge richiedono impegno fisico. Non sono per tutti, e va bene così. Sono per chi capisce che raggiungere un luogo con le proprie gambe, con il proprio fiato e il proprio sudore, crea un legame diverso con quel posto. Non è turismo, è navigazione consapevole del territorio.

Ogni volta che arrivo a una di queste spiagge nascoste, mi siedo sulla sabbia ancora ansimando, e in quei momenti di recupero rifletto su quanto sia strano che la modernità ci abbia abituati a cercare tutto a portata di auto. Se curiosi di altri modi per raggiungere angoli incontaminati d'Italia, troverete sempre l'elemento comune: la distanza dalla comodità è proporzionale all'autenticità del luogo.

La fatica che affrontate per arrivare a quelle spiagge non è un inconveniente. È il guardiano che le protegge. È quello che le mantiene vere quando il resto della costa è diventato un'estensione dei centri commerciali. Ogni passo che fate su quei sentieri è un voto a favore della bellezza selvaggia. E credetemi, quando infine vi tuffate in quella acqua cristallina, quella fatica sarà il miglior ricordo che porterete a casa.

Paolo Zambianchi
Paolo Zambianchi

Paolo ha trascorso anni su una barca a vela tra le isole dell’Arcipelago Toscano, annotando diari di bordo e consigli nautici per chi cerca avventure tra coste e porticcioli. Oggi ama scoprire villaggi di pescatori e storie autentiche della vita sul mare.